Cuba, gli Stati Uniti ritirano parte dello staff

Tornando a diventare particolarmente tese le relazioni tra Stati Uniti e Cuba, dopo che l’amministrazione Trump ha lanciato nuove misure di precauzione – piuttosto dure – nei confronti dell’isola caraibica, quale riposta diretta alla recente ondata di misteriosi attacchi acustici che sembra aver colpito diverso personale operante nell’ambasciata americana e alcuni grandi alberghi internazionali.

In virtù di ciò, gli Stati Uniti hanno confermato la propria volontà di ritirare il 60% del personale nell’isola, ovvero l’intero staff non essenziale e tutti i relativi familiari, dopo che una ventina di diplomatici hanno avvertito seri problemi di salute causati da fenomeni ancora inspiegabili.

In concomitanza a ciò, Washington ha anche avvertito i cittadini statunitensi che volessero andare a Cuba che alcuni degli attacchi avrebbero coinvolto hotel e, dunque, sarebbe opportuno riporre maggiore attenzione.

È inoltre probabile che queste mosse rappresentino solamente un primo, per quanto drastico, passo nei confronti di Cuba, con il Segretario di Stato Rex Tillerson che nei giorni scorsi aveva d’altronde affermato che veniva presa in seria considerazione anche una completa chiusura dell’ambasciata all’Avana, aperta nel 2015 sotto l’amministrazione di Barack Obama, in un evento che sembrava aver sciolto i nodi principali dei rapporti tra i due Paesi.

Che le cose stessero prendendo una brutta piega lo si era capito a giugno, quando Trump, grande critico delle nuove relazioni con Cuba, aveva cancellato alcune iniziative di “normalizzazione” dei rapporti, senza però toccare la presenza dell’ambasciata.

Ora le cose si stanno facendo ancora più complicate, e l’ipotesi di chiusura dell’ambasciata non sembra essere così lontana come si potesse immaginare non più tardi di qualche mese fa…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *