Stati Uniti, cresce l’attesa per il report sull’occupazione

Negli Stati Uniti continua a crescere l’attesa per il dato macro più importante della settimana, e che potrebbe dare una mano (o toglierla) alle quotazioni del dollaro statunitense.

Stando alle attese da parte dei principali analisti, l’employment report a novembre dovrebbe mostrare un aumento solido di occupati non agricoli (210 mila unità), ancora sulla scia della normalizzazione dopo gli uragani estivi. I nuovi sussidi di disoccupazione hanno inoltre continuato a scendere dopo i picchi di settembre, toccando i minimi livelli da novembre 1973 a questa parte.

Gli osservatori si attendono inoltre una crescita degli occupati che possa essere diffusa a tutti i settori economici, con variazioni relativamente forti ancora nel manifatturiero, nelle costruzioni, nei servizi alberghieri. La dinamica occupazionale, al di là degli effetti degli uragani che hanno impattato negativamente sulla macro area, dovrebbe essere quella di un trend di moderato (e benvenuto) rallentamento (variazione media mensile: +220 mila unità nel 2015, +183 mila unità nel 2016, +168 mila unità nel 2017).

La forza lavoro e l’occupazione rilevate con l’indagine presso le famiglie dovrebbero altresì rimbalzare dopo la correzione che è stata riscontrata nel corso del mese di ottobre. Ancora, si attende un rialzo da parte del dato della partecipazione della forza lavoro, dopo il calo di 4 decimi a 62,7% visto a ottobre, compensato dalla dinamica occupazionale.

Infine, il tasso di disoccupazione dovrebbe stabilizzarsi a 4,1%, a rappresentare un livello minimo da novembre 2001 a questa parte, con qualche rischio verso il basso. I salari orari dovrebbero riaccelerare, con una variazione di 0,3% m/m, dopo la stabilità di ottobre confermando così l’esistenza di un trend ancora caratterizzato da aumenti mensili mediamente intorno a 0,2% m/m.

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