Come fare un reclamo per disservizi finanziari

Come noto, dallo scorso 3 gennaio 2018 è entrata in vigore la nuova direttiva europea MiFID II, un provvedimento normativo continentale sorto principalmente per poter garantire all’investitore un quadro di tutele più corposo e più efficace di quanto precedentemente ipotizzato con la precedente versione della normativa.

Considerato che uno degli obiettivi della nuova MiFID è quello di poter strutturare una migliore e più celere risoluzione delle controversie, non stupisce l’introduzione di una nuova figura quale l’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf).

Tuttavia, non tutti hanno avuto la piena consapevolezza che prima di ricorrere all’Acf è necessario che l’investitore presenti un reclamo all’intermediario. Se l’intermediario risponde in maniera insoddisfacente oppure non risponde entro 60 giorni dal reclamo,
allora e solo allora l’investitore potrà rivolgersi all’Acf.

Si tenga inoltre in considerazione che la somma richiesta a titolo di risarcimento danni all’intermediario non deve essere superiore ai 500mila euro, e che si rivela inoltre necessario che sugli stessi fatti oggetto di ricorso non siano in corso altre procedure di risoluzione stragiudiziale, che non possono dunque essere sovrapposti all’azione dell’arbitro.

Infine, la normativa prevede che in caso di mancata adesione dell’intermediario al sistema di risoluzione stragiudiziale, scattano le sanzioni differenziato sulla base della tipologia del soggetto inadempiente. In maniera più dettagliata, alle società ed agli enti si applica una sanzione pecuniaria che va da 30mila fino a 5 milioni di euro o fino al 10% del fatturato, laddove tale importo sia determinabile e superiore a 5 milioni. Per i consulenti finanziari autonomi, invece, la sanzione va da 10mila a 5 milioni di euro.

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