Batteri sempre più resistenti, ecco i rischi per i neonati

bacteria-106583_960_720Secondo quanto ricorda la Società italiana di neonatologia, ogni anno oltre un milione di neonati muoiono per infezioni di natura batterica, e nel solo 2012 quasi sette milioni di neonati sono stati sottoposti a un trattamento finalizzato a contrastare delle patologie infettive. Per costoro, gli antibiotici costituiscono certamente una delle difese più importanti ed efficaci, utili per poter contrastare le conseguenze delle infezioni. Tuttavia, come ben noto a tanti medici, spesso gli antibiotici vengono utilizzati in maniera non corretta, andando a provocare l’aumento di micro-organismi multiresistenti. Insomma, l’effetto contrario di quel che si vorrebbe ottenere: batteri sempre più resistenti, e in grado di generare evidente preoccupazione per il settore medico, un pericolo fin troppo sottovalutato che ora, finalmente, sta uscendo pienamente alla luce.

Ad aggravare ulteriormente, nel nostro contesto, la situazione, è il fatto che tra i Paesi maggiormente a rischio viene segnalata proprio l’Italia. Ad affermarlo è l’European Centre for Disease Prevention and Control, che pone l’Italia al quinto posto per utilizzo giornaliero di antibiotici dopo la Grecia, la Francia, il Lussemburgo, il Belgio. Dunque, per evitare di stimolare la comparsa di tali batteri super resistenti, occorre cercare di trattare le infezioni in maniera più efficace, utilizzando i farmaci antimicrobici che ancora si dimostrano pienamente efficaci.

Stando infine alle ultime statistiche, dei 4 milioni di decessi che avvengono in epoca neonatale nel mondo, ogni anno, il 36 per cento di questi (quasi 1,5 milioni di unità) sono causati proprio da patologie infettive. Non vi sono tuttavia dei dati sulla percentuale di decessi causati dalle infezioni da germi multi-resistenti.

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