Forex, l’avversione al rischio premia lo yen

Il riacuirsi delle tensioni geopolitiche legate alla penisola coreana (tra Stati Uniti e Corea del Nord) sta premiando lo yen come safe haven per eccellenza all’interno del Forex. La valuta giapponese ha così toccato il massimo di otto mesi sul dollaro statunitense mettendo a segno una serie di rialzi anche nei confronti delle principali monete.

Peraltro – e anche qui non è certo una sorpresa – la stessa reazione è avvenuta per quanto concerne il franco svizzero, con il cambio EUR/CHF che, spintosi nelle ultime settimane fino a 1,15, storna con forza rientrando in area 1,13, a segnalare la forza della valuta svizzera nei momenti di tensione. Il cambio euro/dollaro è invece in discesa verso 1,17, abbandonando i massimi delle scorse settimane in area 1,19, nonostante qualche buona notizia macro in area euro (Italia). Dal canto suo, la sterlina rimane esposta a rischi ribassisti a causa di dati macro domestici non particolarmente positivi e a seguito degli sviluppi sulla Brexit.

Sul fronte delle valute emergenti, ricordiamo come si stia attendendo l’esito della riunione della Banca Centrale della Nuova Zelanda; nel frangente continua a tenere banco l’indebolimento del rand sudafricano (EUR/ZAR sopra 15,50) dopo gli scandali politici e il voto segreto sulla mozione di sfiducia contro il presidente Jacob Zuma. Alla fine la dissidenza interna all’African National Congress (ANC) c’è stata, ma non in misura tale da consentire alle opposizioni di sfiduciare Zuma prima del termine del suo mandato. Con 198 voti contro 177, il Presidente sudafricano esce così indenne per l’ennesima volta da un voto di sfiducia in Parlamento.

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