Forex, mercato alle prese con i verbali Fed

Sul mercato dei cambi valutari stanno continuando a dominare le principali considerazioni degli analisti e degli investitori successivamente alla pubblicazione degli attesi verbali della Federal Reserve.

In seguito a quanto avvenuto, il dollaro statunitense si stabilizza a 1,1350 (contro euro) e 113 (contro yen), fermando il movimento rialzista che aveva caratterizzato gli scorsi giorni. Permangono infatti i dubbi sulle prospettive di inflazione, espresse dalla Federal Reserve anche se resta confermata l’attesa di un nuovo rialzo dei tassi entro fine anno e l’avvio del processo di riduzione del portafoglio asset.

In questo scenario appare plausibile che la forza del dollaro tardi a manifestarsi, nonostante la Federal Reserve abbia di fatto confermato il prosieguo del ciclo di rialzo dei tassi che sta già implementando.

A nostro giudizio, affinchè il dollaro possa tornare a esprimere una forza relativa, sarà anzitutto necessario che i dati macroeconomici in corso di pubblicazione nelle prossime settimane non deludano le attese di consenso e, anzi, siano più positive del previsto. In aggiunta a quanto sopra, sarebbe probabilmente molto gradito che la Federal Reserve non chiuda le porte alla possibilità di un terzo rialzo tassi di riferimento a settembre (manteniamo tale scenario centrale), e possibilmente con una serie di dichiarazioni da parte dei membri del board meno contrastanti di quanto avvenuto finora.

Naturalmente, dall’altra parte dell’Atlantico dovrà agire di controparte l’euro: dati macro e dichiarazioni da parte della BCE dovrebbero monopolizzare l’attenzione, considerando che oramai il rischio elettorale sembra essere svanito dopo la vittoria di Macron alla tornata transalpina (mentre elezioni tedesche e austriache fanno meno paura, e quelle italiane sembrano essere destinate a rilanciare l’attenzione direttamente alla primavera 2018).

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