L’allenamento è una questione anche di mente

allenamento palestraCome si vede, nello sport tutto il corpo umano, e in più la stessa mente, sono sottoponibili ad allenamento. Tuttavia, mentre i fattori di cui si deve tener conto (sistema muscolare, respiratorio, cardiocircolatorio, osseo, motorio, epiteliale, ecc.) devono essere presi in considerazione in ogni tipo di allenamento, a ciascuno di essi, e a ciascuna delle loro sottospecifìcazioni, saranno accordate delle precedenze diverse a seconda della specifica abilità che si intende acquisire, o della singola prestazione cui ci si vuole dedicare. Questo non significa ancora allenamento specifico o tecnico. Significa, per fare un esempio, che se il tennista darà un certo peso agli esercizi per potenziare la forza muscolare, in particolare quella della mano e dell’avambraccio, o agli esercizi per la mobilità, sarà meno interessato a quelli per lo sviluppo della massa muscolare, di cui ha una necessità minore. Al sistema nervoso si deve invece far riferimento per incominciare a parlare dell’allenamento tecnico. Abilità come la coordinazione dei movimenti, la reazione motoria tempestiva a uno stimolo della volontà, l’utilizzazione contemporanea di tutte le parti del corpo che il fisico permette, l’automatismo dell’azione muscolare, ecc., si acquisiscono infatti allenando il sistema nervoso nell’esercizio ripetuto di movimenti e situazioni che appartengono allo specifico dell’attività cui ci si dedica.

Con questo tipo di allenamento viene esaltata la legge fisiologica dei riflessi, dei quali la catena risulterà tanto più complessa quanto più numerosi sono i fattori che intervengono nell’esercizio di un dato sport. Di più, in termini generali, è difficile dire, salvo fare un cenno agli esercizi di riscaldamento, raffreddamento, rilassamento che entrano in tutti i tipi di allenamento. Nell’ambito invece dell’allenamento specifico è ragionevole fare una distinzione di fondo fra gli sport locomotori (atletica leggera, ciclismo, nuoto, pallacanestro, sci, calcio, ecc.) e gli sport di broccia (tennis, golf, scherma, tiro con l’arco, ecc.). Ma anche dai pochi esempi fatti, emerge chiaramente la possibilità che parecchi sport presentino entrambi gli aspetti. A questo punto l’allenamento non può essere che individualizzato, ,e le tecniche adottate attualmente sono in questo senso estremamente sofisticate. Si pensi al calcio. Un buon giocatore dovrà essere in grado di coordinare perfettamente occhi e piedi. Gli occorrono senso del tempo, equilibrio e velocità, ma questi requisiti non possono essere disgiunti dalla resistenza muscolare e cardiocircolatoria, data la notevole durata di una prestazione in campo.

E così via. Si da tuttavia frequentemente il caso che un atleta, sottoposto ad un allenamento apparentemente perfetto, si produca in prestazioni mediocri, perda il suo equilibrio e benessere fisico, soffra di disturbi come l’insonnia e il nervosismo. Ci si trova in questi casi di fronte a una crisi di sovrallenamento determinata dal fatto che sono state richieste prestazioni superiori alle possibilità. In questi casi la soluzione del problema consiste nel riposo e in una revisione accurata del programma di allenamento.

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